Il mio prossimo obiettivo? Giocare con i lego!



Ora ti svelo il segreto di pulcinella. Anche perché probabilmente, tu che leggi, sei una creativa come me. Lo sapevi che le creative progettano il Natale quando tutti grondano di sudore e anelano un po’ di freschetto? Ovvero parecchi mesi prima che arrivi il Natale? Ho fatto così anche io.
Anche se l’arte del planning per me è ancora una grande sconosciuta, quest'anno (incredibilmente)anche io ho iniziato per tempo.  E per farlo ho scelto il materiale più giocoso tra quelli che uso abitualmente: i mattoncini di plastica colorata. 


Ho preso carta e penna e ho cominciato a buttare giù alcune idee. Poi, per verificarne la fattibilità di esecuzione, sono andata sul sito della Lego. Oh mamma: sono letteralmente impazzita.  Io non so se tu hai mai avuto la passione per questi mattoncini colorati, io si da sempre. Scoprire che puoi comprare ogni singolo pezzo, sceglierlo non solo per forma ma anche per sfumatura di colore, mi ha reso euforica.
Insomma: un occhio alle tante possibilità offerte dallo shop on line lego, l’altro sul mio pinterest sbirciando tra le palette invernali che avevo salvato, carta e matita a prendere appunti ed ecco che è nata la nuova collezione lego per Natale. Ordine fatto e parte dei pezzi arrivata proprio ieri!
Spille tulipano realizzate con lego: un regalo divertente e originale
Cosa ci farò con questi mattoncini? Sullo shop trovate già una piccola anteprima, ma a giorni inserirò un assortimento più ampio.  Si tratta soprattutto di spille molto colorate da mettere sui pullover, le giacche e i cappottini. Fanno una bellissima figura e sono un’idea regalo perfetta, per un dono originale che non vi costi una fortuna. Poi bracciali coloratissimi e divertenti e piccoli anelli che…ti fanno sentire a casa...
Per non parlare degli orecchini, i classici mattoncini pendenti che già proponevo ora saranno disponibili in decine di colori diversi. E poi i portachiavi...

Basta inverni grigi, neri e marroni. Il mio must per l’inverno 2017/18 è l’accessorio colorato.

Anelli con base anallergica regolabile e casetta realizzata in Lego


Un accessorio divertente che ti faccia sentire unica e ti metta allegria quando vedi la tua immagine riflessa in una vetrina.
Un tocco di colore, allegria e voglia di giocare proprio non deve mancare nel guardaroba.
Se vuoi saperne di più o ordinare qualche pezzo scrivi al più presto a koalabijoux@hotmail.it

Facciamo posto alle novità?


E' arrivato il momento del cambio stagione. Impariamo le tecniche di decluttering per l'armadio

Le temperature si abbassano e arriva il fatidico momento del cambio stagione! Negli armadi cominciano a trovare posto maglioni, cappottini, pantaloni pesanti. Quelli della scorsa stagione, con qualcosa che non indosseremo mai neanche quest'anno e - magari - la voglia di qualcosa di nuovo.
Ma, per far posto a cose nuove, bisognerebbe appunto far posto…DRAMMA!

Ecco perché oggi ho deciso insieme a te di apprendere l’arte del decluttering. Ogni tanto leggo post meravigliosi di chi ha deciso di fare del decluttering il mantra della sua vita. Liberarsi del superfluo, negli armadi, nella libreria e nella vita. Li leggo ammirata e, per un istante, penso che ce la potrò fare anche io. Poi mi scontro con la dura realtà: sono un’accumulatrice seriale e, se anche dovessi riuscire a liberarmi di sacchi e sacchi di cose, poi nel giro di poche settimane tornerei a piombare nel caos più totale.

Riprovare non nuoce quindi ho fatto per te e per me, una bella ricerca on line e ho trovato tantissime “tecniche di decluttering”. Fatene buon uso.
La più basic è quella del trucco del sacchetto che propone di prendere un sacchetto qualsiasi e fare un giro di tutta la casa. Non dovremmo far altro che buttare nel sacchetto qualsiasi cosa che sembra chiaramente di troppo, senza stare tanto a pensarci. Riempire il sacchetto più in fretta che si può. Quando è pieno, non metterlo in attesa: uscire subito di casa e buttare tutto via.
Le strategie, a dire in vero, sono tante e le più disparate. C’è chi consiglia di occuparsi di un ambiente alla volta e chi invece sostiene che il lavoro di pulizia vada fatto drasticamente una volta per tutte ovunque. Uno dei trucchi proposti consisterebbe nel segnare su un foglio quali sono gli spazi più disordinati della casa, poi concentrarsi su una zona per volta. Per ogni oggetto, bisogna chiedersi: "Quante volte l’ho usato negli ultimi sei mesi?”, e se la risposta è “mai”, si ha davanti qualcosa che non serve più. Occorre metterlo subito da parte, e sbarazzarsene in fretta, prima che vada a occupare altro spazio accumulandosi altrove nella casa.

Marie Kondo è l'autrice del best seller "Il magico potere del riordino"

Ci sono poi tantissimi libri strapieni di consigli. Il più noto è “Il potere del riordino” di Marie Kondo l’autrice del metodo giapponese che trasforma gli spazi e la vita.
Fortemente legato alla filosofia zen, il riordino fisico proposto da Marie Kondo porta anche importanti vantaggi psicologici e spirituali. Liberare gli spazi per alleggerire la mente, vivere nel presente e non nel passato, valorizzare il bello e liberarsi dalle cose inutili o che non ami. Marie Kondo propone un vero e proprio metodo, con lezioni di organizzazione, stanza per stanza. Il libro l’ho letto, ho applicato solo un paio di consigli che riguardano l’armadio, poi in un giorno di decluttering…l’ho dato via!

Un metodo italiano è quello che Sabrina Toscani racconta nel suo "Facciamo ordine"

Sabrina Toscani invece è italiana ed è professional organizer. Nel libro “Facciamo ordine” propone il metodo SRC (Semplifica e Riprendi il Controllo) che aiuta a rimettere ordine in casa, al lavoro e nella vita.
Delizioso è anche il Quaderno d’esercizi per liberarsi delle cose inutili, un piccolo e utile quaderno di esercizi che ti aiuta a ragionare e “lavorare” sui tuoi comportamenti di consumatrice per diventare più selettiva, sia in casa che nella vita.
Infine, se poi proprio ti appassionerai, sappi che esistono anche dei corsi e dei mini corsi online visibili su Spacecleaning.it

Fatemi sapere come è andata!

Cosa faccio quando mi manca l'ispirazione







Un po’ come per lo scrittore c’è il blocco della pagina bianca, per chi lavora di creatività ci può essere il blocco dell’ispirazione. Ci sei mai passata?

A me capita periodicamente e, ogni volta, vado in crisi. Mi sento come se mai più potesse venirmi un’idea bella e originale. Tutto quello che creo o penso mi sembra banale, già visto, anche onestamente bruttino.

E più cerco, più l’ispirazione non viene.

Allora decido di fermarmi. Basta arrovellarmi, basta prendere in mano le scatole con i materiali, basta ostinarmi. Non riuscirei comunque a tirar fuori nulla di buono

La ricetta migliore in questi casi, dicono gli esperti, è cambiare prospettiva, punto di vista e – se possibile – paesaggi.  Eh si, perché non c’è nulla di meglio che riempire gli occhi di cose belle e stimolanti per riattivare l’ideazione di cose belle.
Mi è capitato qualche tempo fa in un inizio di primavera. Stanchezza psico fisica, mancanza d’ispirazione per settimane. E’ bastata una piccola fuga di una notte alle porte di Roma, cambiare paesaggi, riempire gli occhi del verde della campagna, della luce naturale delle giornate che pian piano si allungano ed ecco che già durante i viaggio di ritorno la mia mente è diventata nuovamente un caotico affollarsi di idee e spunti.

Anche troppo. Perché dopo aver visitato il Museo Storico dell’aeronautica Militare di Bracciano avevo pensato ad una collezione a tema eliche!




Un altro gesto assolutamente terapeutico (non ridete) è sfogliare il catalogo Opitec. La conoscete questa azienda altoatesina? Se la risposta è no, correte sul loro sito www.opitec.it . Oltre ad una grande quantità di prodotti in legno e kit didattici, qui trovate tutto quello che vi serve per le vostre attività creative e manuali, ma anche tutto quello che neanche pensavate potesse esistere: nastri, cartoncini colorati, vernice di tutti i tipi, lana e fettucce, pennarelli per la stoffa e basi da decorare.



L’altra fonte inesauribile di ispirazione per me è mio figlio.  Nella creatività è cresciuto: quella caotica e colorata della mamma, quella più ordinata e tecnica del papà. Lui, Lorenzo, sta crescendo come un meraviglioso mix dei due. Caotico e preciso, artistico e tecnico. Osservarlo giocare, creare e inventare, da un sacco di idee anche a me. Del resto da dove pensate che sia arrivata l’ispirazione per tutti i miei gioielli con matite, mattoncini in plastica e puzzles ;-)?


A proposito, le avete viste le ultime spille che ho realizzato insieme a lui? Queste e molte altre se trovate sul mio Shop.

Cinque idee (più una) per darci la carica





Sarà sicuramente un anno bellissimo e pieno di soddisfazioni per tutte noi!  Io ne sono proprio convita e, so che ce la metteremo tutta per far si che sia davvero così.
Però ... fisiologicamente potranno capitare giorni di stanchezza, di scoramento, di calo di energie.

Ecco perché ho deciso di provare, con il vostro aiuto, a stilare una lista di idee per darci la carica in questi momenti "no".

Non è una lista con validità scientifica, ma su di me questi consigli funzionano sempre.
E, come sempre, aspetto i vostri consigli integrativi.

1 – IL FILM. E’ un momento di depressione lavorativa? C’è un film che io adoro e che mi capita spesso di vedere quando mi sento demoralizzata e sarei tentata di mollare tutto. Jerry Meguire con Tom Cruise. Non lo so perché, ma funziona sempre.

2 – LA MUSICA. Io lavoro in una radio, quindi ho il privilegio di ascoltarne tanta di musica. E visto che la musica mi mette di buonumore, almeno nelle due ore di diretta giornaliera ho sempre stampato il sorriso sulle labbra. Ma se proprio è una giornata no, di quelle in cui però non vuoi annegare in un mare di lacrime con un pezzo strappacuore, ecco la mia preferita: I will survive di Gloria Gaynor (e la sto ascoltando mentre scrivo questo post)

3 – IL CIBO. Se scrivessi cioccolato sarebbe scontato. Ma credo che un quadratino di ottimo cioccolato fondente non faccia mai male. Potrei anche aggiungere che un piatto cucinato con amore è in grado di regalare sempre un po’ di conforto e di allegria. Qui è difficile scegliere ma ci sono sapori che mi fanno sempre star bene: i biscotti krumiri che mi riportano all’infanzia, la “pizza verde” che ci faceva sempre la mia mamma, la zuppa di cipolle meravigliosa che fa mio marito; i toast spiritosi di mio figlio, un supplì fatto bene, il gelato della Cremeria Aurelia.



4 – Il COLORE – adoro i colori (dovreste averlo capito dai bijoux che realizzo). Li amo praticamente tutti. Ma quelli che di solito indosso per caricarmi di energia, sono l’arancione e il turchese. Dalle lezioni di Anna Turcato ho appreso anche che il primo mi dona. Il secondo è uno dei miei amori di sempre. Se poi li potessi indossare insieme sarebbe il top!

5 – Il LUOGO – Se c’è un posto in cui mi sento sempre bene è al mare. D’estate o d’inverno, guardarlo e perdermi verso l’orizzonte mi ricarica, mi pacifica, mi aiuta a far sedimentare idee e pensieri. Vivere al mare sarebbe il mio sogno, ma averlo a una mezzora in macchina è già una gran cosa

5 + 1 – questo è un segreto tutto mio. Perché solo io posso ridere anche nei giorni in cui sono più triste guardando l’uomo con i capelli alti alti.

E’ un disegno fatto da mio figlio ormai parecchi anni fa. E’ il mio elisir di allegria. Lo guardo, sorrido e tutto torna a risplendere (prometto di farvelo vedere presto).


Sarebbe bello che questi punti si trasformassero in un decalogo. Mi aggiungi i tuoi escamotage per darti la carica?

Tutto quello che ho rimandato. E tu?




La parola del mio mese di ottobre è azione. Della serie (tradotto per tutti): è il momento di passare all’azione. Della serie (tradotto per me) basta rimandare!

Confesso di essere la regina dell’arte del rimandare. Il più delle volte non è colpa mia, nel senso che mi lascio trascinare dal vortice delle cose della vita, e rimando.
Altre volte rimando perché considero la cosa di secondaria importanza.
Altre ancora perché non ho le energie per affrontare di petto la cosa.
Però di una cosa mi sono assolutamente convinta. Non si può rimandare per sempre.

Perché vivere di rimpianti è da stupidi, il tempo corre velocemente e di certo non torna indietro. Questo è vero per le grandi cose e la grandi decisioni, ma anche - più banalmente - per cose sicuramente di non vitale importanza ma che ci stanno comunque a cuore.

Così ho preso appunti e mi sono scritta le cose che non ho fatto fino ad oggi e che invece penso di essere ancora in tempo a fare. Poi ho scremato la lista. Bisogna pur sempre porsi degli obiettivi raggiungibili. Tra costi e tempo necessario, bisogna essere onesti con se stessi.

Così per il momento ho deciso che potrei decidere quest’anno di provare a fare una di queste tre cose

1-      Imparare a suonare la chitarra. Lo strumento ce l’ho, me l’hanno regalato i miei fratelli quando ero adolescente. E’ lì in bella mostra nella nostra sala a ricordarmi che è da una vita che vorrei imparare a suonarla.

2-      Imparare l’inglese. Dico la verità. Con la lingua di sua maestà non ho mai avuto un gran feeling. Non mi è mai piaciuta un granché. L’ho studiata, provata a parlare. C’è stato persino un periodo che compravo i settimanali in inglese per tentare di abituarmi nella lettura ed implementare il mio vocabolario. Ma niente. Tra me e l’inglese c’è un rapporto misterioso di ostilità e incomprensione. Lo so che si apprende meglio nei primi anni di vita, ma potrei ancora avere una speranza

3-      Seguire un corso di teatro. No, non mi voglio dare al cinema, ma credo enormemente nel potere terapeutico dell’arte teatrale. Mi piacerebbe mettermi alla prova in un gruppo di persone che non conosco, su un palcoscenico, a tentare di superare i miei limiti, divertendomi.

Su quale settore sceglierò e sugli eventuali progressi vi terrò aggiornati, intanto se anche voi avete deciso che è il momento di passare all’azione ecco un film e un libro che, senza nessuna pretesa, vi daranno spunti su cui riflettere.



 Il film si intitola “Yes man”, è una pellicola del 2008 con il bravissimo Jim Carrey che, dopo un matrimonio fallito, cade in depressione. Un giorno incontra un vecchio amico che non vedeva da tempo, che lo spinge a partecipare a un convegno sull'autostima, la cui chiave di volta sta nel dire sempre un incondizionato "sì" ad ogni cosa che la vita proponga. Carl decide di seguire la lezione del sì e questo lo porta a cambiare per sempre la sua vita


Il libro lo devo ancora leggere ma, ne ho sentito parlare così tanto, che alla fine mi ha convinto. “Per dieci minuti” di Chiara Gamberale Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Questa è la sfida del libro e in fondo una sfida abbordabile per ciascuna di noi, per allenarci a passare all’azione!

E tu. Cosa smetterai di rimandare quest’anno?